Intervento di apertura della campagna elettorale di Valentina Aprea

 

Cari Amici,

grazie a tutti voi per aver accolto il mio invito a partecipare a questa serata, che dà il via ufficiale alla mia campagna elettorale per le elezioni regionali del prossimo 24 e 25 febbraio.

Sono felicissima di poter vivere questo momento con le persone che in questi anni mi sono state vicino, mi hanno accompagnato nella mia attività politica e istituzionale, mi hanno conosciuto e visto all’opera. Nessun altro più di voi sa cosa significhi per me condividere il lavoro, le fatiche e i risultati, le amarezze e le soddisfazioni, dell’impegno politico. Per questa ragione ho voluto proprio voi, qui stasera!

Vi ho scelto per iniziare insieme una nuova avventura.
Una vera avventura, intensa, appassionante e senza limiti, per una grande sfida con due obiettivi.

Il primo: presentare a Milano e alla Lombardia i risultati della buona politica da me vissuta al governo nazionale e in Parlamento.

Il secondo: coinvolgere fattivamente ogni potenziale elettore del PDL a confermare, attraverso il suo voto, la fiducia nella mia persona e la preferenza verso la mia candidatura per un nuovo impegno istituzionale, quello di Regione Lombardia.

Nel 1994 iniziai l’avventura con Silvio Berlusconi con tanta energia ed entusiasmo. Io di entusiasmo ne avevo tanto e credetemi non è diminuito, anzi! Allora, volevo dare da giovane dirigente scolastico il mio contributo in un contesto così autorevole quale la Camera dei Deputati.
Oggi, sempre con Berlusconi, ma per Regione Lombardia, ho un entusiasmo diverso, più consapevole, arricchito dalle competenze della progettualità politica, della pratica legislativa e del rigoroso e quotidiano rispetto delle Istituzioni.

L’impegno istituzionale assunto un anno fa in Regione Lombardia d’altra parte come Assessore, ha rappresentato in questo senso il seguito ideale di una passione e azione politica che ha favorito, come voi ben sapete, tra l’altro, l’introduzione nell’ordinamento scolastico dell’alternanza scuola lavoro, della pari dignità tra istruzione e formazione professionale, dell’apprendistato, della valutazione di sistema, di nuove tecnologie, del potenziamento delle lingue straniere.

L’ avventura che parte questa sera e che condivido con voi mi consentirà di fare ancora di più, ne sono certa, per la scuola, per le famiglie e per i giovani che devono diventare protagonisti delle politiche di sviluppo che sapremo mettere in atto con il buon governo lombardo.

C’è poi una seconda ragione, e personale e pubblica al tempo stesso. Ho accettato di mettermi in gioco e partecipare alla difficile partita delle preferenze, perché voglio avere la possibilità di verificare e misurare in modo concreto, attraverso il voto, la bontà del lavoro svolto sino a qui, la valenza riformatrice del mio impegno politico e, appunto sul piano più personale, quanto valga la coerenza e affidabilità politica (sono stata convintamente e sempre dalla stessa parte, nella stessa casa) e soprattutto la mia onestà in politica, intellettuale e materiale!

Capite, amici miei? “Una buona scuola per un buon lavoro” non è una teoria o uno slogan che abbiamo inventato per la campagna elettorale, è il cuore di quello che insieme abbiamo fatto nella nostra Nazione e Regione in questi anni. Dobbiamo raccontarlo, portarlo in giro, farlo sapere a tutti perché ci  sia un vero e proprio referendum sul nostro modo di intendere l’educazione e il lavoro, su questo bene condiviso e partecipato, che in questa campagna elettorale ha un nome ben preciso: APREA!

Aprea è il nome che si dovrà leggere su migliaia di schede elettorali, all’apertura delle urne…questa è la nostra buona battaglia da combattere e vincere! Perché Aprea, scusatemi la modestia, solo Aprea può portare in dote una buona scuola per un buon lavoro in Lombardia e per il PDL!

Non partiamo da zero: abbiamo una grande eredità da difendere: i 17 anni di buon governo della Lombardia, sotto il segno di un’alleanza vincente come quella tra PdL e Lega Nord.

Oggi, nel difendere il bene generato dal governo regionale di centrodestra, improntato alla sussidiarietà, alla qualità e all’eccellenza dei servizi, alla libertà di scelta delle famiglie in tutti gli ambiti più importanti (salute, scuola, lavoro, assistenza sociale) – siamo chiamati a un salto di qualità, all’insegna della continuità e dell’innovazione politica.

Attenti amici miei, perché il Paese ci guarda, perché la Lombardia è il motore del Paese, perché nella nostra regione abbiamo messo in atto le politiche più utili ai cittadini e più rispettose dell’iniziativa personale e del bene comune.

Quello che le elezioni regionali devono consegnarci è la chiave per accendere di nuovo questo motore e proseguire il viaggio verso lo sviluppo e il benessere per tutti. E per far partire questa macchina ci vuole tanta benzina, e la benzina è il nostro, il vostro entusiasmo, la vostra iniziativa e la vostra passione!

Perché noi, noi del PDL, lo sappiamo da sempre: la Lombardia merita di più!

Il programma di viaggio forse già lo conoscete, lo avete letto sul sito e sugli strumenti di comunicazione che abbiamo attivato, dai volantini ai social network.

Vi indico solo alcune fondamenta su cui costruiremo insieme il successo di questa campagna.

Famiglia, giovani, donne, scuola, formazione, apprendistato, università e ricerca, lavoro, cultura: questi sono i pilastri della mia proposta politica, il vademecum per convincere il maggior numero di milanesi e lombardi a sostenere la mia candidatura.

Avvicinare la scuola e il lavoro, per non lasciare questi mondi tra loro estranei, come purtroppo ancora spesso capita, anche fornendo le scuole superiori di strumenti operativi che aiutino in tempi brevi i giovani diplomati all’inserimento diretto nel mondo del lavoro.

Occorre potenziare l’istruzione tecnico-professionale superiore e creare poli per collegare le filiere formative a quelle produttive. Investire sull’apprendistato formativo per riqualificare le risorse umane e per permettere ai giovani oltre che un posto di lavoro l’opportunità di acquisire tutti i titoli di studio, fino al dottorato di ricerca.

Occorre rilanciare il sistema universitario lombardo, investendo sui progetti in essere di internazionalizzazione, ricerca e innovazione.

Valorizzare al massimo le imprese culturali e creative coniugando tradizione e innovazione, creando così nuove opportunità per i giovani talenti lombardi del mondo dell’arte e dello spettacolo. Garantire una pianificazione pluriennale dei finanziamenti destinati alle attività culturali, valorizzare la creatività della scienza e della tecnologia come dimensione culturale!

Occorre assicurare alle donne, alle giovani donne, quegli spazi di protagonismo culturale e professionale che meritano. Tutto questo può fare la differenza di Regione Lombardia, con un governo in cui il Pdl sostenga questi processi, con il rilancio delle doti scuola, lavoro, apprendistato, dote formazione, tirocini, dote ricerca e ricercatori, dote per disabili, dote famiglia, ma anche attraverso la diffusione di patti generazionali nel mondo del lavoro, e sempre con una logica sussidiaria di collaborazione tra enti ed istituzioni, tra pubblico e privato, per far avanzare l’autonomia delle istituzioni scolastiche, la qualità e la quantità del capitale umano, la produttività delle imprese. Favoriremo così, ne sono certa, sviluppo, occupazione e benessere per la serenità delle famiglie lombarde e il futuro dei nostri giovani.

Mi spenderò da domani in avanti per far conoscere questi impegni elettorali senza risparmiarmi in occasioni e incontri:

d’altra parte voi mi conoscete, sapete che sono battagliera, mi piace la sfida, battermi per le cause buone e giuste, per il cambiamento e per l’innovazione, ma ho bisogno di sentire il sostegno e l’amicizia di chi mi stima e condivide questo cammino.

Ecco, allora, alcune indicazioni su come possiamo affrontare insieme questa nuova sfida.

Primo: nel nostro schieramento siamo già in tanti, ma per vincere bisogna essere ancora di più, soprattutto questa volta in cui non esprimiamo noi il candidato Presidente che di per sé, come sapete, ha un “effetto traino”!

Secondo: il confronto elettorale si gioca su uno scenario molto vasto, ben 134 comuni della Provincia di Milano, quindi sarà fondamentale la capacità di presidiare il territorio e incontrare tutti i nostri potenziali elettori. Vi invito a questo proposito a dare disponibilità ad essere rappresentanti di lista per il PDL nei giorni delle votazioni!

Terzo: Occorre avere con noi le associazioni, le categorie, le istituzioni che rappresentano il nostro bacino elettorale naturale (scuola, formazione professionale, università, centri di ricerca, imprese, amministratori, famiglie).

Non è una cosa da poco, perché bisogna convincere ogni singolo elettore che scrivere APREA è il modo migliore di investire su buone politiche regionali in questi settori.

Da domani, dunque, il primo obiettivo è coinvolgere altri amici, come in una sorta di contagio positivo: chiamate cinque amici che ancora non mi conoscono e convinceteli a sostenermi, a sostenere il 24 e 25 febbraio APREA e  fare in modo che ognuna coinvolga e convinca almeno altri cinque sostenitori. Utilizziamo la Rete! Io vi provocherò ogni giorno con un impegno elettorale e voi cercate la più ampia condivisione di persona e su Facebook e su Twitter.

Ci ritroveremo tra dieci giorni, il 14 febbraio, in un altro evento elettorale dedicato a chi è “innamorato del proprio lavoro” e dovremo essere cinque, dieci volte più numerosi di questa sera. Naturalmente metto a vostra disposizione il mio valorosissimo comitato elettorale, di cui trovate i riferimenti nel kit che vi consegneremo a fine serata, per comunicazioni, incontri e ritiro di materiale elettorale!

Mi accingo ad affrontare questa nuova sfida politica riconoscendomi nelle parole di Marisa Bellisario quando diceva:

“Sono vanitosa e tante cose che mi sono capitate lusingano la mia vanità. So di essere brava nel mio lavoro ed anche di essere una donna come tutte le altre con debolezze peccati e virtù. Mi piace pensare che la mia storia possa dare fiducia alle giovani donne che cominciano la loro carriera o che vanno ancora a scuola. Una donna può farcela se lo vuole, se accetta le regole del gioco e se crede in se stessa”.

RIPARTO DA QUI E SPERO DI POTER CONTARE SUL VOTO DI CIASCUNO DI VOI, SEMPRE DALLA PARTE DEI GIOVANI PER UNA LOMBARDIA CON UNA BUONA SCUOLA PER UN BUON LAVORO. GRAZIE.

 

 

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